Amazzonia, il polmone della Terra collassa: la foresta pluviale emette più gas serra di quanti ne assorbe

Il polmone verde del Pianeta funziona al contrario: negli ultimi 10 anni l’Amazzonia ha emesso più anidride carbonica di quanta ne abbia assorbita.

Dalle insufficienti politiche di protezione ambientale dei paesi latinoamericani, fino al cambiamento climatico: dietro al collasso (in corso) della più grande foresta pluviale al mondo c’è – come sempre – l’uomo.

Secondo uno studio condotto con rilevazioni satellitari sul quadrante brasiliano, che ospita il 60% dell’Amazzonia, negli ultimi 10 anni la foresta pluviale ha emesso ben il 20% di emissioni di anidride carbonica in più di quante ne sia stata capace di assorbire.

I ricercatori hanno calcolato che dal 2010 al 2019, il bacino amazzonico brasiliano ha emesso 16,6 miliardi di tonnellate di CO2, mentre ne ha assorbiti solo 13,9 miliardi.

Il degrado della foresta dipende in parte dalla deforestazione (nel 2019 sono spariti 3,9 milioni di ettari di Amazzonia), ma anche la caduta di alberi e gli incendi sono fattori che influiscono sullo stato di salute dell’Amazzonia. A loro volta, questi fenomeni sono resi più pesanti e frequenti dal cambiamento climatico, in particolare dalla siccità che è legata direttamente all’aumento della mortalità degli alberi.

Insomma, l’Amazzonia brasiliana si è capovolta, perdendo parte della sua biomassa e diventando un emettitore netto di carbonio. Viene da chiedersi che altro debba dimostrare il mondo, per meritare un’attenzione urgente da parte della ricerca e dell’uomo stesso.

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