Si può giocare a pallone nel cortile condominiale?

L’estate è arrivata e il giardino condominiale si riempie di bambini, giochi e risate. Ma anche di schiamazzi, grida e rumori che potrebbero dar non poco fastidio agli altri condomini.

A volte, il cortile condominiale viene addirittura scambiato per un campo di calcio. E quando succede, le pallonate contro le saracinesche dei garage (quando va bene) e contro auto o finestre (quando va male) rischiano di far impazzire del tutto i vicini di casa.

Si può fare qualcosa per evitare tanto chiasso? Si può impedire ai bambini di giocare a pallone nel cortile condominiale? E come comportarsi con il “calciatore maldestro”, in caso di ammaccature a cofani e portiere?

Cosa dice la legge: il regolamento di condominio

Qualsiasi clausola del regolamento condominiale che vieti il gioco dei minori nelle aree comuni è da ritenersi nulla se non è stata approvata all’unanimità. Tutte le parti comuni di un condominio, infatti, devono essere messe a disposizione di tutti i condomini, bambini compresi.

Purché non ne venga alterata la destinazione e non si impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto.

Se il cortile è adibito al parcheggio, ad esempio, l’uso dello stesso come campo di calcio non sarebbe conforme alla destinazione del bene comune. Oltre ad essere fonte di potenziale danno per le autovetture dei condomini. In tal caso, quindi, sarà possibile vietare ai bambini di giocare a pallone nel cortile condominiale.

La prima cosa da verificare, quindi, è la presenza nel Regolamento di Condominio di un esplicito divieto di giocare nel cortile condominiale. Qualora tale divieto esistesse, bisognerà distinguere tra due scenari:

  • se si tratta di un regolamento assembleare, approvato a maggioranza, tale divieto sarà nullo;
  • se si tratta di un regolamento contrattuale, dal punto di vista civilistico la norma è valida e vincolante. Tuttavia, date le tendenze sempre più forti a tutela del diritto di gioco dei bambini, non è da escludere che si possa ottenere una dichiarazione di nullità per contrarietà a norma imperativa o illiceità dell’oggetto.

Detto questo, nulla vieta all’assemblea di regolamentare l’attività ludica attraverso successive delibere. Stabilendo, ad esempio, che in determinate fasce orarie venga “sospeso” il gioco nelle aree comuni o, al contrario, approvando determinati orari entro cui autorizzare i giochi. Anche in questo caso, le clausole dovranno riscontrare il consenso unanime dei condòmini.

Disturbo alla quiete condominiale e danni alle proprietà private

Nel caso il rumore dei ragazzi che giocano a pallone disturbi tutto il palazzo e quelli circostanti, si potrebbe configurare il reato di disturbo della quiete pubblica. Se i ragazzi avessero meno di 14 anni, la responsabilità penale ricadrebbe sui genitori.

Qualora il rumore disturbasse solo i condomini dei piani bassi, invece, non si parlerebbe di illecito penale, ma si potrebbe ricorrere al giudice civile per ottenere un immediato ordine di interruzione delle attività, qualora queste impedissero il riposo delle persone e il rumore fosse da considerarsi superiore alla normale tollerabilità.

Se la palla danneggiasse le auto parcheggiate, infine, il proprietario del mezzo danneggiato potrebbe chiedere il risarcimento ai genitori del ragazzo se minorenne (in qualità dell’obbligo di vigilanza sui figli) o direttamente a quest’ultimo, se maggiorenne.

La questione, insomma, è piuttosto delicata. Da una parte c’è il diritto dei bambini a giocare, dall’altro l’esigenza di tutelare i diritti di condomini e vicini di casa desiderosi di pace e tranquillità. La giusta soluzione, ancora una volta, sembra trovarsi nel mezzo.

Cristina Maran

2019-06-27T23:09:55+02:0027.06.2019|