La vita in Condominio post Coronavirus: 5 nuove abitudini

Il Coronavirus ha stravolto regole ed abitudini, “contagiando” anche il mondo condominiale. Dalla sanificazione di impianti e spazi comuni, alla gestione delle assemblee, fino alle norme per negozi o B&B presenti in condominio e alla messa in sicurezza degli edifici in caso di contagi.

Amministratore e condòmini, insomma, hanno avuto le loro gatte da pelare. Ma anche il periodo post-covid si sta rivelando piuttosto impegnativo: scopriamo insieme gli effetti delle precauzioni che influenzeranno tutti i Condomini italiani nei prossimi mesi.

1 – Coronavirus e Condominio: assemblea in presenza solo in locali adeguati

Ai fini di una possibile assemblea in presenza, sarà necessario sanificare l’intero ambiente, e vietare l’ingresso a coloro che risultino positivi al virus o siano in attesa dell’esito del tampone. Andranno inoltre evitati assembramenti, imponendo l’obbligo di mascherina. Le distanze interpersonali dovranno essere di almeno un metro, e lo scambio di oggetti e documenti dovrà avvenire con i guanti. In caso di comproprietari o deleganti/delegati, sarà inoltre possibile limitare la partecipazione a uno solo di essi – pur mantenendo la validità del voto.

2 – Spazi comuni: possibile utilizzo a turni

L’amministratore condominiale non può vietare l’utilizzo delle parti comuni da parte dei condòmini, così come non competono a quest’ultimo compiti di polizia (il rispetto delle normative è un onere di cui rispondono i singoli condòmini). Tuttavia, è opportuno che l’amministratore provveda alle necessarie informative circa le misure di igiene e distanziamento, e alle essenziali misure di sanificazione.

Nel caso in cui determinati spazi comuni, come cortili o giardini, abbiano una superficie limitata e non sia quindi possibile l’utilizzo contemporaneo di tutti i condòmini senza violare le norme di distanziamento, si consiglia di valutare una fruizione a turni.

3 – Interventi di sanificazione: almeno due volte al mese

L’amministratore condominiale dovrà provvedere alla procedura di sanificazione almeno due volte al mese. Se in condominio c’è un’attività commerciale o un B&B, tuttavia, la frequenza potrebbe aumentare (v. norme regionali).

Durante la sanificazione, dovranno essere rispettate le prescrizioni di sicurezza previste dalla legge: gli addetti dovranno avere protezioni adeguate (guanti e mascherine) e mantenere le dovute distanze di sicurezza anche durante l’intervento.

4 – Coronavirus e Condominio: vietato il posticipo delle spese (salvo delibere)

Ad oggi non è stata emanata alcuna disposizione che autorizzi la sospensione degli oneri condominiali. L’amministratore di condominio ha quindi l’obbligo di pretendere il pagamento delle spese, a meno che non siano state prese decisioni differenti in sede di assemblea. È quindi fondamentale che ogni condomino provveda al pagamento degli oneri condominiali, tramite i canali telefonici e telematici. In questo modo, l’amministratore potrà garantire a tutti condomini l’erogazione dei servizi essenziali.

5 – Inquilino contagiato: attenzione alla privacy

Quando si parla di Covid-19, tra le competenze dell’amministratore non sembrano rientrare quelle di tipo sanitario: l’amministratore di condominio non potrà infatti trattare i dati sanitari per finalità diverse da quelle limitate al suo incarico.

In mancanza di una specifica disposizione normativa, il condomino positivo al virus non è tenuto a comunicarlo all’amministratore, né agli altri condomini; per questo motivo, anche l’amministratore, in caso di conoscenza “informale” di un contagio, non potrà darne notizia agli altri inquilini.

 

Per approfondire: Il virus cambia la vita in condominio

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2020-06-30T18:16:38+02:0030.06.2020|