I nostri mari trasformati in discariche: l’80% dei rifiuti è plastica

Di plastica è pieno il mondo. Per non parlare di quanta ce n’è sul fondo del mare. Reti da pesca, imballaggi alimentari, borse e bottiglie di plastica. E galleggianti che non galleggiano più.

Tra le discariche più grandi del Paese, sul podio i fondali del mar Ligure (1.500 oggetti per ogni ettaro), il golfo di Napoli (1.200 oggetti per ettaro) e le coste della Sicilia (900 oggetti per ettaro).

Da dove arriva la plastica che finisce in mare

Si stima che in tutto il mondo ogni anno circa 8 milioni di tonnellate di plastica finiscano in mare, di cui il 7% nelle acque del Mediterraneo. Ma come ci arrivano?

La maggior parte dei rifiuti marini viene portata dai fiumi. Secondo una ricerca dell’Ispra e delle Arpa, con riferimento al progetto europeo MedSeaLitter, la foce dei fiumi presenta più di 1.000 oggetti galleggianti per chilometro quadrato, mentre vicino la costa se ne possono contare tra i 10 e i 600.

Qualche esempio? I fondali a sud del delta del Po contano 983 rifiuti al chilometro quadro, le acque a nord di Corfù 910 e 829 a sud. Le acque di fronte a Dubrovnik, invece, sfiorano i 600.

La situazione non migliora in superficie, né tanto meno sulle spiagge

Le quantità di plastiche di maggiori dimensioni, in superficie raggiungono una densità media tra i 2 e i 5 oggetti galleggianti per chilometro quadrato, mentre la densità media delle plastiche più piccole oscilla tra 93.000 e le 204.000 particelle per chilometro quadro.

E che dire delle spiagge? Purtroppo, basta fare una passeggiata sul bagnasciuga di qualsiasi litorale italiano per rispondersi dal soli.

Cristina Maran

2019-11-20T18:53:56+01:0020.11.2019|