Spese comuni Condominio: paga il proprietario o l’inquilino?

Capita spesso che proprietari di appartamenti condominiali chiedano all’amministratore di addebitare le spese comuni del Condominio direttamente ai propri affittuari. Ma come si esprime la legge a tal proposito?

Spese comuni Condominio: cosa dice la legge

Secondo quanto disposto dall’art. 9 della legge 392/1978 – normativa che ha regolato i rapporti tra locatore e conduttore – salvo patto contrario inserito nel contratto di locazione, risultano interamente a carico del conduttore le spese relative a:

  • servizi di pulizia;
  • funzionamento e ordinaria manutenzione dell’ascensore;
  • fornitura dell’acqua, dell’energia elettrica, del riscaldamento e del condizionamento dell’aria;
  • spurgo dei pozzi neri e delle latrine;
  • fornitura di altri servizi comuni.

Le spese relative al servizio di portineria, invece, risultano a carico del conduttore nella misura del 90%, a meno che le parti non abbiano convenuto una differente ripartizione.

Morosità spese comuni: contro chi agisce l’Amministratore?

Secondo la sentenza 12287/2019 – anche dopo l’entrata in vigore della legge 392/1978 – i soggetti tenuti a contribuire alle spese comuni in Condominio sono esclusivamente i proprietari, anche nel caso in cui le unità immobiliari in causa siano oggetto di locazione, salvo il diritto dei proprietari ad essere rimborsati dai conduttori.

Pertanto, l’amministratore ha il diritto di procedere alla riscossione delle spese comuni nei confronti dei proprietari delle singole unità immobiliari, non essendo ammessa nessuna azione nei confronti del conduttore.

Fonte: Sole 24 ore

2019-10-08T11:44:10+02:0030.09.2019|