Videosorveglianza in Condominio

Gli enti che in Italia hanno installato impianti di videosorveglianza in Condominio sono moltissimi. Esamineremo brevemente, in questa sede, esclusivamente impianti di tipo condominiale, ossia la cui installazione sia stata deliberata dall’ente e non da singoli condòmini (le cui private attività non rientrano nelle disposizioni del Regolamento Europeo che con queste brevi note vorremmo indagare).

Nell’attesa di un probabile intervento del Garante, è necessario sottolineare come la materia sia ancora regolata, per alcuni aspetti, sia dal Provvedimento Generale dell’Autorità Garante del giorno 8 aprile 2010, sia dal “GDPR” e dalle norme del Codice Privacy novellato.

Tra le disposizioni maggiormente significative della norma europea, come abbiamo più volte sottolineato, vi è certamente quella della “responsabilizzazione” di coloro che trattano dati personali e, in particolare, di coloro che siano qualificabili “Titolari del trattamento”.

Questi soggetti, investiti di una serie di adempimenti, procedure e conseguenti responsabilità, sono deputati anche alla documentazione delle scelte adottate in tema di trattamento dei dati, ivi comprese quelle relative alla sicurezza dei trattamenti. Un ulteriore rilevante aspetto dal GDPR è il principio per il quale, in relazione alle specifiche modalità e finalità del trattamento, è essenziale “minimizzare” il più possibile il trattamento dei dati personali.

In particolare, i sistemi con i quali viene effettuata la videosorveglianza, devono essere “conformati già in origine in modo da non utilizzare dati relativi a persone identificabili quando le finalità del trattamento possono essere realizzate impiegando solo dati anonimi” (v. provv. 8 aprile 2010).

Nello specifico settore che esaminiamo, ciò significa adottare misure per le quali, se possibile, i dati siano trattati con le modalità più consone rispetto alle finalità perseguite, anche e soprattutto nel momento della decisione e predisposizione dello specifico sistema o strumento da utilizzare.

Videosorveglianza in Condominio: informative e finalità

Come noto, un’altra delle particolarità nel campo della videosorveglianza è la possibilità, per i Titolari, di utilizzare le cc.dd. “informative brevi”, ossia cartelli, che tutti conosciamo, come quello nella figura qui sotto. I soggetti che potrebbero essere ripresi devono avere la possibilità di sapere, prima del raggio di azione, della presenza del sistema.

L’informativa breve, tuttavia, deve sempre essere accompagnata da una “informativa estesa” che, a richiesta dell’interessato, deve essere fornita dal Titolare (si vedano i contenuti nell’articolo già pubblicato).

In ogni caso, l’installazione dell’impianto deve rispondere a precise finalità, che devono essere, oltre che indicate, effettivamente presenti. Pare evidente che nel caso del Condominio le finalità principali siano, in generale, quelle della protezione della proprietà e dell’incolumità.

La base giuridica del trattamento, in materia di videosorveglianza, risiede nell’interesse legittimo: il Garante ha avuto modo di ribadire e precisare, anche in un provvedimento del febbraio 2018, che sussiste il legittimo interesse del Titolare se il fine della ripresa mediante videosorveglianza sia la “tutela di persone e beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo, o finalità di prevenzione di incendi o di sicurezza del lavoro”. Si ricordi, tuttavia, che nell’Informativa estesa non deve mancare l’indicazione dei diritti dell’interessato e delle modalità per esercitarli.

Videosorveglianza in Condominio: le misure di sicurezza

Ulteriore fondamentale ambito della responsabilizzazione dei Titolari è l’adozione di misure di sicurezza adeguate al trattamento.

L’art. 32, par. 1, del GDPR, prevede che siano adottate “misure tecniche e organizzative… atte a garantire un livello di sicurezza adeguato”. Anche per tale argomento rimandiamo al nostro precedente articolo.

Il provvedimento del 2010, peraltro, già prevedeva che dovessero essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative per consentire al titolare di verificare l’attività svolta da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa. Pur potendo coesistere differenti livelli di visibilità e trattamento delle immagini, i soggetti che visualizzano le immagini in tempo reale oppure i soggetti che le registrano devono possedere credenziali di autenticazione che permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente le operazioni di propria competenza.

Videosorveglianza: i tempi di conservazione

Per quanto riguarda il periodo di conservazione delle immagini devono essere predisposte misure tecniche od organizzative per la cancellazione, anche in forma automatica, delle registrazioni, allo scadere del termine previsto, come avviene con la sovrascrittura. In generale, salve diverse altre esigenze, i tempi sono molto contenuti, dalle 24 alle 48 ore.

Nel caso di interventi derivanti da esigenze di manutenzione occorre adottare specifiche cautele, in particolare per quanto riguarda i soggetti preposti alle predette operazioni.

Videosorveglianza in Condominio

Nei complessi condominiali l’installazione e l’utilizzo potrebbero essere effettuati sia da personale alle dipendenze del Condominio, sia da società esterne. Più raro il caso dell’Amministratore che effettui direttamente tali riprese (ove tale ipotesi ricorresse, le indicazioni che seguono dovranno essere adottate dall’Amministratore).

Nel caso in cui il sistema di videosorveglianza fosse affidato a personale dipendente del Condominio, come il portiere, è essenziale che siano impartite precise e dettagliate istruzioni in seguito a opportuna, e necessaria, specifica autorizzazione al trattamento.

Nell’ipotesi in cui, invece, la videosorveglianza fosse affidata a ditte esterne, sarà fondamentale incaricare società che siano conformi alle disposizioni del GDPR e che possano attestarlo senza difficoltà. Ove così non fosse, il suggerimento è quello di cambiare fornitore, scegliendone uno che offra sufficienti garanzie di adeguatezza rispetto a tali trattamenti.

In ogni caso il rapporto, unitamente alle specifiche istruzioni, deve essere contrattualizzato secondo quanto previsto dall’Art. 28 del Regolamento in materia di “Responsabili” del trattamento.

Rapporti di lavoro e videosorveglianza

Un altro importante aspetto da tenere in considerazione è quello degli eventuali lavoratori e dipendenti che possano essere ripresi durante la registrazione dei sistemi di videosorveglianza.

Occorre infatti sempre rispettare il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa (ad esempio dell’attività del portiere, degli addetti alle pulizie, oppure degli addetti a opere o lavori vari) e, pertanto, è vietata l’installazione di apparecchiature specificatamente preordinate a tale finalità: non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa. Qualora la videosorveglianza sia resa necessaria da esigenze organizzative o produttive o per la sicurezza del lavoro è dunque necessario osservare le garanzie previste in materia di lavoro.

Il Registro delle attività di trattamento

Uno degli adempimenti più importanti previsti dal GDPR risiede nella predisposizione e nel costante aggiornamento del Registro delle attività del trattamento, sia da parte del Titolare sia del Responsabile (v. Art. 30 GDPR).

Poiché anche in Condominio è altamente auspicabile (se non dovuta) la tenuta del Registro delle attività, e dal momento in cui la videosorveglianza potrebbe costituire un rischio per i diritti e le libertà degli interessati, si consiglia vivamente di provvedere alle citate predisposizione, tenuta e aggiornamento di tale documentazione, secondo i criteri indicati dall’Autorità.

Videosorveglianza e DPIA

Questa valutazione è rilevante ed essenziale in tutti i trattamenti effettuati mediante videosorveglianza che possano presentare un rischio per i citati diritti e libertà.

Si segnala, anche in questo caso, l’importanza di un’attenta lettura dei casi in cui il Garante ha stabilito la necessità di procedervi, per valutare se sia o meno il caso di adottarla. Le tipologie di trattamenti (dodici, in particolare) che devono esservi sottoposte sono rinvenibili al seguente indirizzo: www.garanteprivacy.it

Videosorveglianza in Condominio: le sanzioni

Uno sguardo meritano, infine, anche le possibili sanzioni. Il GDPR e il nuovo Codice Privacy introducono un apparato sanzionatorio misto: il GDPR disciplina le sanzioni amministrative, mentre il nuovo Codice Privacy le sanzioni penali. E’ bene ricordare che eventuali attività di trattamento illecito effettuate mediante la videosorveglianza potrebbero comportare l’applicabilità di sanzioni indesiderate.

 

Avv. Andrea broglia

2019-10-08T11:43:14+02:0007.10.2019|